ROMA, 23 - 26 Settembre 2019

I Simposi

  1. Simposio: Biologia dello Sviluppo e della Cellula


    Biologia dello Sviluppo e della Cellula

    Coordinatori

    Marco Colasanti, Università degli Studi Roma Tre
    Mario Pestarino, Università degli Studi di Genova

    Questo simposio è dedicato alla Biologia dello Sviluppo e della Cellula in tutti gli organismi e a tutti i livelli. I contributi attesi potranno riguardare un ampio spettro di discipline che vanno dalla classica biologia dello sviluppo animale allo studio dei processi cellulari di base affrontati con un approccio integrato, evolutivo, comparato e molecolare che preveda anche l'interazione sviluppo-ambiente.


  2. Simposio: Fauna d'Italia


    Fauna d'Italia

    Dedicato ad Augusto Vigna Taglianti

    Coordinatori, Fauna d'Italia prima parte

    Marco Curini Galletti, Università degli Studi di Sassari
    Marco Oliverio, SAPIENZA Università di Roma
    Ferdinando Boero, Università degli Studi di Napoli Federico II

    Coordinatori, Fauna d'Italia seconda parte

    Marco A. Bologna, Università degli Studi Roma Tre
    Alessandro Minelli, Università degli Studi di Padova
    Marzio Zapparoli, Università degli Studi della Tuscia – Viterbo

    La fauna terrestre, marina e d'acqua dolce del nostro paese è oggetto di studio da moltissimo tempo. Ogni gruppo tassonomico, nel corso della storia del proprio studio, ha visto un continuo allungamento delle liste delle specie. Le liste iniziali, risalenti all'inizio della storia dello studio di un gruppo, erano relativamente ridotte. Con il progredire delle conoscenze, altre specie sono state scoperte e le liste si sono via via allungate, senza che alcuna fosse mai rimossa (quante sono le estinzioni nella nostra fauna?). Assieme alla presenza delle specie, spesso gli studiosi hanno anche riportato le località e gli habitat in cui le hanno rinvenute, fornendo notizie sulla loro fenologia (periodi di maturità, stagionalità delle presenze, etc.). Per la fauna marina un caso emblematico è rappresentato dalla monografia di Salvatore Lo Bianco che, nel 1909, relaziona sul periodo di maturità sessuale degli animali del Golfo di Napoli. In parallelo, la Stazione Zoologica di Napoli ha pubblicato quaranta monografie sulla fauna e flora del Golfo di Napoli, e una lunga serie di articoli su argomenti specifici, nella propria rivista. I tassonomi conoscono la "storia" del loro gruppo e la possono ricostruire scavando nella letteratura, ricavando specie per specie le informazioni relative a quando e dove ognuna di esse sia stata trovata. Specie un tempo molto abbondanti magari ora sono rare, e specie un tempo rare, o sconosciute, sono diventate abbondanti. Quante non si trovano più da decenni? La valutazione dello stato della biodiversità richiede termini di paragone e questo è possibile confrontando le conoscenze sulla situazione odierna con quelle del passato, per individuare cambiamenti graduali o bruschi, assieme a periodi di stabilità. La "storia" di ogni gruppo tassonomico permette di misurare lo stato della biodiversità. Con questo simposio si invitano i tassonomi italiani ad analizzare la storia dei loro gruppi per fornire al paese un mezzo attendibile per valutare lo stato della biodiversità attuale confrontandolo con quello del passato.


  3. Simposio: Zoologia applicata


    Zoologia applicata

    Coordinatori

    Paolo Bonivento, IEMEST - Istituto Euro MEditerraneo di Scienza e Tecnologia - Palermo
    Maurizio Casiraghi, Università degli Studi di Milano - Bicocca

    Il simposio intende raccogliere le esperienze dei gruppi di ricerca che si occupano di Zoologia applicata, ovvero di quel campo particolare della Zoologia nel quale vengono sviluppate applicazioni pratiche, derivate da conoscenze scientifiche. I diversi interventi attesi per il Simposio dimostreranno come la Zoologia applicata sia in grado di fornire anche servizi per la Medicina (umana e veterinaria), l' Odontoiatria, l' Infermieristica, le discipline forensi, l'Industria alimentare, l'Agricoltura, l'Agronomia, le Scienze ambientali, la Conservazione delle risorse naturali e artistico-culturali.


  4. Simposio: Filogenesi, biogeografia e sistematica


    Filogenesi, biogeografia e sistematica

    Coordinatori

    Giuliana Allegrucci, Università di Roma Tor Vergata
    Vincenzo Caputo Barucchi, Università Politecnica delle Marche
    Ettore Olmo, Università Politecnica delle Marche

    Questo simposio è dedicato all'analisi delle possibili relazioni tra Filogenesi Biogeografia e Sistematica. I contributi attesi potranno riguardare studi sulla storia evolutiva di un gruppo di taxa animali alla luce delle loro relazioni filogenetiche, tassonomiche e biogeografiche, affrontati con diversi approcci metodologici, e studi dei pattern di variazione spaziali e temporali di popolazioni e specie.


Tavola Rotonda

La fauna delle acque interne tra crisi della biodiversità, nuovi strumenti conoscitivi e primi consuntivi delle misure di gestione

Coordinatori

La fauna delle acque interne

Carlo Belfiore, Università degli Studi della Tuscia – Viterbo
Romolo Fochetti, Università degli Studi della Tuscia – Viterbo

La fauna dulcacquicola costituisce circa il 10% della fauna italiana pur rappresentando le acque interne una piccolissima porzione degli habitat a disposizione per gli animali. Questa fauna è molto specifica: stime indicano che la percentuale di elementi endemici potrebbe superare il 10%. Sfortunatamente gli ambienti di acque interne sono probabilmente i più minacciati dalle attività antropiche, con tassi di scomparsa ed estinzione molto pronunciati. Nel nostro paese è inoltre spesso difficile valutare lo stato di conservazione e le tendenze delle faune di acque dolci a causa della mancanza di studi pregressi, anche se l'analisi di taxa selezionati sembra delineare una situazione critica. La tavola rotonda vuole partire da questa situazione per fare il punto sulle politiche di conservazione riguardanti gli ambienti dulcacquicoli e sulla fauna coinvolta in misure di conservazione. È possibile tracciare infatti un consuntivo a venti anni dall'approvazione della Direttiva europea sulle acque (WFD, 2000/60) e a più di un quarto di secolo dalla Direttiva Habitat, che includeva una seppur ridotta frazione del popolamento dulcacquicolo. Vorremmo infine che quanto sopra esposto fosse filtrato alla luce dell'acquisizione di nuovi strumenti conoscitivi (es. tecniche molecolari, NGS), i quali stanno generando un paradossale incremento della biodiversità, evidenziando una diversificazione "nascosta" che solo pochi anni orsono non eravamo in grado di prevedere.